La storia del Brasile, il periodo imperiale

Il Brasile dell’Impero e la lotta con il Portogallo per l’indipendenza

Nel 1808 la Corte portoghese si trasferì in Brasile, nell’attuale città di Rio de Janeiro, scappando dall’avanzata in Europa di Napoleone. Per quasi tredici anni il Re governò da qui il suo Impero, che si estendeva dal Brasile al Portogallo fino all’Africa, assumendo appunto Rio de Janeiro come capitale.

In questo periodo il Brasile approfittò della presenza della Corte nel Paese iniziando a guadagnare una certa autonomia dalla Madrepatria, attraverso la nomina di Governatori che potevano operare con una discreta disinvoltura. In intorno al 1822 però, a causa della grave situazione economica del Portogallo in seguito alle guerre napoleoniche, il Brasile si vide nuovamente retrocedere a colonia, con l’invasione delle principali città dell’epoca e l’assunzione di controllo da parte di autorità dirette dalla Madrepatria.

Per alcuni anni dal 1822 al 1825 si venne a creare una situazione irrealistica, con la presenza sia di un Re che di un Imperatore. Nel 1822 inoltre Pedro I proclamò la monarchia istituzionale nel Brasile e dichiarò la sua indipendenza dal resto del Regno.

Pedro I regnò fino al 1831, periodo nel quale tentò di organizzare una qualche forma di governo nel Paese ma senza grossi risultati, in quanto risultò estremamente difficile riuscire ad accontentare tutti quanti. Provato dalle tensioni nel 1831 lasciò per il figlio, Pedro II.

Questi governò a lungo nel Paese fino alla fine del 1800, periodo in cui il Brasile fu al centro di moltissimi cambiamenti sia politici che economici. Oltre alle numerose lotte con i Paesi confinanti come l’Argentina per i territori contesi, il Brasile assistette in questi anni ad un incredibile sviluppo economico, soprattutto grazie alle piantagioni di caffè, cotone e canna da zucchero, sempre più richieste dal Vecchio Continente.

L’abolizione della schiavitù e la nascita della Repubblica

Inoltre in questi anni difficili ci furono notevoli cambiamenti nel Paese, come la formazione di un Parlamento non elettivo, l’abolizione della schiavitù delle popolazioni indigene ed infine nel 1888 l’abolizione della schiavitù anche degli africani.

Quest’ultima avvenne attraverso la Lei Aurea, una legge firmata dalla principessa imperiale Dona Isabel, durante un periodo di assenza dell’imperatore Pedro II. In questo modo il Brasile fu praticamente l’ultimo Paese ad abolire la schiavitù, che aveva contribuito non poco al suo sviluppo economico.

Con il miglioramento delle condizioni economiche però si andò a creare una situazione potenzialmente molto pericolosa, con una nuova classe di proprietari terrieri, professionisti e burocrati che poco sopportavano il potere e le intromissioni di Pedro II. Questa situazione esplose nel 1889, quando il Maresciallo Deodoro da Fonseca attuò un Colpo di Stato e proclamò la Repubblica, auto eleggendosi il primo Presidente del Brasile.

Approfondimenti interni

La nascita della Repubblica in Brasile

Il Brasile moderno di Lula

Approfondimenti esterni

Impero del Brasile secondo Wikipedia

Evoluzione della bandiera brasiliana, dall’Impero alla Repubblica

Pedro II imperatore del Brasile, Enc. Treccani

Abolizione della schiavitù, Isabella la redentrice

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